Rihanna vs Beyoncé

In questi giorni si è tanto sentito parlare delle due cantanti americane che hanno infiammato San Siro. C’eravamo anche noi, tra i 50’000 fan in delirio. Dall’alto del nostro terzo anello, abbiamo visto le star piccole come delle noccioline, ma lo spettacolo è stato davvero grande, in due modi differenti.

I social non hanno perdonato il ritardo e la breve esibizione di Rihanna, che – con tutto l’amore del mondo – ha avuto la stessa durata di un rutto:

“80 euro praticamente per una sessione su Spotify.”

“Rihanna, più di un’ora di ritardo non la perdono neanche a te che sei una figa cosmica!”

Questi sono solo alcuni dei commenti su Twitter. La cantante delle Barbados ha portato una pioggia di polemiche… e non solo. Non troppo distante dallo stadio, infatti, vento e temporale hanno creato disagi e sradicato alberi. Le persone sedute sugli spalti erano per la maggior parte in maglietta e pantaloncini, complice il caldo afoso dei giorni precedenti, ma a causa del freddo la pelle d’oca era spessa 5 centimetri.

Image 1.jpgAlle 22.20 – mannaggiailsonno – finalmente si spengono le luci e partono le prime note di Stay, e qui la pelle d’oca è arrivata a 10 centimetri. Forse il ritardo era dovuto a una lunga doccia, infatti Rihanna esce avvolta da una specie di accappatoio bianco. Canta solo alcune strofe, il resto lo lascia al pubblico, che conosce tutti i suoi brani: da Umbrella a Rude Boy, da Where have you been alla splendida Diamonds. Omette però la hit FourFiveSeconds (titolo che per molti è corrisposto anche alla durata del suo concerto).

Ma tutto ciò a Fra non importa: per lei Rihanna è e rimane una dea. Sarebbe anche potuta uscire sul palco a risolvere sudoku, avrebbe anche potuto cucinare un uovo all’occhio di bue, o tagliarsi le unghie dei piedi davanti a tutti, senza cantare, che Fra l’avrebbe applaudita e acclamata per dieci minuti di fila, come si fa alla Scala dopo l’Aida o La Traviata. Insomma, il suo amore per Rihanna è tanto grande quanto la fronte della cantante.

E poi c’è Beyoncé. Bella, brava, immensa. Una voce che neanche le frenetiche coreografie riescono a scalfire. Un fiato che neanche un maratoneta olimpico. Se avessimo dovuto cantare e ballare noi come ha fatto lei, a quest’ora saremmo ancora ricoverate al Policlinico di Milano.

Who run the world? Girls!, canta Beyoncé, e infatti il palco è dominato solo da ragazze. Persino la band è composta da musiciste esclusivamente donne. Se manca la presenza di testosterone, per il resto non manca proprio nulla: Queen Bey diletta il pubblico con le sue hit vecchie e nuove, emoziona tutti con una versione a cappella di Love on top, scava nel passato delle Destiny’s Child con Survivor e dedica un tributo a Prince, con un palco che si colora di viola. Lo spettacolo è anche sugli spalti, dove si svolge una fan-action che lascia a bocca aperta anche la regina della serata:

ita.png

Tutto strepitoso, dall’intro al finale, dove Beyoncé canta Halo all’interno di una piscina. Una canzone magica, grazie alla quale tutti i problemi del mondo sono spariti per lasciare spazio solo alle emozioni. Niente pensieri, niente preoccupazioni. Non a caso eravamo circondate da fan con le magliette riportanti la scritta: DON’T WORRY, BE YONCÉ.

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